Delitto del portuale, i medici: "Il killer è sano" Delitto del portuale, i medici: Il killer sano"
Tac negativa al cranio: Matteo Biggi non ha ematomi al cervello
Se Matteo Biggi è folle, la sua follia non affonda le radici in un ematoma cerebrale, un versamento o qualunque lesione o malformazione dell’encefalo. La tac al cranio a cui è stato sottoposto ieri mattina il portuale trentenne che lunedì ha ucciso con una coltellata al cuore il suo collega e omonimo di 29 anni ha dato esito negativo: dall’accertamento clinico non è dunque emerso nulla che possa avvalorare la tesi dello stato confusionale causato dalla botta al volto che ha preso una decina di giorni fa durante un allenamento di savate.
L’esame specialistico era stato richiesto dagli avvocati difensori Silvio e Rinaldo Romanelli, preoccupati per lo stato confusionale in cui versava il trentenne nei giorni precedenti l’assassinio e a ridosso del folle gesto. Martedì il medico curante di Biggi aveva disposto che fosse sottoposto ad un elettroencefalogramma presso una struttura diagnostica di Struppa. Lunedì mattina, prima di andare alla Sala Chiamata per affrontare colui che nel suo immaginario era il suo rivale, si era sottoposto ad un prelievo per analisi del sangue. Non stava bene, non era lucido. «Alterna momenti di lucidità con uno stato di delirio e paranoia - aveva detto Silvio Romanelli - Ora che è in carcere, non sa dove si trova. Non solo: non ha idea di che cosa ha fatto. Continua a chiedere agli agenti di polizia penitenziaria perchè lo trattino con tanta confidenza». La tac è stata effettuata in seguito all’autorizzazione firmata dal pm Luca Scorza Azzarà che coordina le indagini sul delitto.
Non appena entrato in carcere, il direttore Salvatore Mazzeo ha disposto che fosse trasferito nella clinica interna alle Case Rosse. Secondo quanto appreso, inizialmente il “camallo” era in stato confusionale, poi via via si è calmato. Fino a ieri mattina, quando ha aggredito gli agenti di polizia penitenziaria addetti a condurlo all’ospedale. Durante il breve tragitto tra il carcere e l’ospedale ha poi apostrofato numerose persone che si trovavano a passare accanto al furgone dei Baschi blu.
La difesa sostiene che Biggi non fosse in sè da giorni, al culmine di un delirio paranoico, quando è arrivato a maturare la convinzione di dover uccidere il suo omonimo. «È convinto che il mondo debba finire in breve tempo - aveva specificato Silvio Romanelli - È ossessionato dalla profezia Maya secondo cui il mondo finirà il 21 dicembre di quest’anno». Questo stato di delirio sarebbe stato provocato dalla lesione riportata al volto durante un allenamento di savate. La frattura del setto nasale, lesioni all’arcata sopracciliare e allo zigomo sarebbero stati soltanto il sintomo esterno di un male più profondo. La tac ha escluso questa possibilità. Il dato complica la posizione dei difensori: un raptus di follia escluderebbe l’esistenza di un movente, mentre ora sarà compito della procura e degli inquirenti della squadra Mobile trovarne uno tale da spingere un giovane ad ucciderne un altro a sangue freddo.
Oggi Biggi, alle 9,30, sosterrà l’interrogatorio di convalida del fermo di fronte al gup Silvia Carpanini. Il giudice potrebbe disporre anche il suo trasferimento in una struttura clinica carceraria adatta alle sue condizioni. Nello stesso tempo il il pm Luca Scorza Azzarà che coordina l’indagine ha disposto l’autopsia sulla salma della vittima che sarà effettuata all’Istituto di medicina legale del San Martino.